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Preferiti o Retweet? Uso o Abuso?

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Si discute molto spesso su quale sia l’utilità o la funzione dell’uso di due strumenti così importanti su Twitter.

I Preferiti vengono spesso utilizzati da molti utenti come risposta alle menzioni, in modo tale da non impattare la loro TL dalle risposte.

Il dubbio che mi pongo è la finalità.

I Preferiti possono essere utilizzati per vari scopi: ricordare un evento importante, tenere a mente un pensiero che ci ha colpito , una conversazione interessante. Non credo che il suo utilizzo più giusto sia quello di evitare la menzione con gli altri utenti.

Spesso questo uso promiscuo dei preferiti è fatto proprio dalle “Twistar” , dai blogger di scrittori, ma, ad esempio ,non da chi fa informazione.

Mi sembra più corretto invece farne un uso diverso, lo scambio di opinioni dovrebbe essere importante anche per capire che impatto ha ciò che scriviamo sugli utenti. Eliminare il “contraddittorio” è uno snaturamento del mezzo, oltre che, da un certo punto di vista, una dimostrazione di presunzione.

Sulla base di uno studio pubblicato dalla “Florida Atlantic University”, che ha promosso un sondaggio, circa la qualità dei tweet pubblicati e del loro contenuto, si possono stilare due ordini di considerazioni circa gli utenti.

La prima considerazione è che si possono dedurre gli “indici della personalità” dal contenuto dei tweet e dalla bio;  la seconda è che è stato notato come, una parte degli utenti sottoposti a sondaggio,  abbiano mostrato elementi di psicopatia, da intendersi come forma di disprezzo per gli altri, mancanza di empatia, e volontà di ignorare i diritti e le regole della società. (L’1,4%)

In un certo senso, quindi, mostrano la mancanza di “dialettica”, di narcisismo e di presunzione.

I Retweet invece mostrano di avere un altro ordine di “patologia”.

Molti utenti hanno blog, paper, siti di informazione ma spesso invece di fare retweet ad utenti che hanno postato la notizia, se ne appropriano. In alcuni casi diventano gli stessi promotori di loro stessi.

Il Retweet dovrebbe essere molto più usato per la circolazione dell’informazione, per l’interesse a una notizia, indipendentemente dall’utente che la pubblica.

La veridicità della stessa non viaggia con il numero dei followers, ,ma con la credibilità costruita dall’utente nel corso del tempo,  e attraverso la sua “disponibilità” al dialogo.

Il Retweet è una forma di apprezzamento dell’utente, la più alta a mio avviso. Consente di avere un riscontro diretto con gli altri di ciò che ci interessa, di ciò che riteniamo giusto, o che è importante dire.

L’uso del Retweet viene spesso sostuito ai #FF, follow friday, che dovrebbero servire  ai “nuovi utenti” per farsi conoscere.

Il problema che invece si evince è che vengono effettuati tra “cerchie di utenti” che già si conoscono ,e che già godono di una certa reputazione.

La mancanza di umiltà anche in questo caso risulta chiara e evidente, e si riduce tutto a un’autocelebrazione e non ad una segnalazione.

Evitiamo di entrare in quell’1,4 % descritto dal sondaggio.

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